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Conferenza “Il mondo di Wagner, Wagner nel mondo. Forme e percorsi dei wagnerismi tra Europa, Americhe e Asia”, 18 novembre

L’Istituto di Cultura Italo-Tedesca / Goethe-Zentrum Verona invita alla conferenza, presso la propria sede di Via S. Carlo 9,

“Il mondo di Wagner, Wagner nel mondo. Forme e percorsi dei wagnerismi tra Europa, Americhe e Asia”

Relatore: Luca Galbiati, Dottorando di ricerca in Musicologia presso la Hochschule für Musik “Carl Maria von Weber” di Dresda

mercoledì 18 novembre 2026 ore 18:00

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Il tema della conferenza è il wagnerismo, movimento musicale e culturale di portata globale sviluppatosi tra la seconda metà del XIX secolo e l’inizio del XX.
Muovendo dalle riflessioni teoriche di Nattiez (2004) e dalle più recenti sintesi sulla ricezione internazionale di Wagner (Kunst 2021; Ross 2020), il contributo propone una panoramica comparativa delle principali forme di wagnerismo
emerse in Europa, nelle Americhe e in Asia, evidenziandone sia gli elementi comuni sia le peculiarità nazionali e regionali.
I risultati della ricerca che verranno illustrati nella conferenza mostrano come il wagnerismo possa essere considerato un fenomeno globale diversamente declinato nei vari Paesi. Nell’area germanofona esso assunse spesso una
dimensione ideologica e quasi religiosa, legata al circolo di Bayreuth e a figure quali Hans von Wolzogen (Klee 2007). Nell’Impero austro-ungarico, invece, le idee di Wagner furono recepite da gruppi etnici diversi e talvolta contrapposti,
diventando strumenti di costruzione identitaria per cechi, slovacchi e ungheresi (Lengová 2013). In Francia il wagnerismo si intrecciò con il simbolismo letterario
e artistico, influenzando scrittori quali Baudelaire, Verlaine e Mallarmé e compositori come Vincent d’Indy (Ross 2020). Nel Regno Unito esso si sviluppò legandosi al movimento preraffaellita e ad autori quali G. B. Shaw e W. B. Yeats
(Reggiani 2015). In Scandinavia e Finlandia il modello wagneriano venne assimilato attraverso il recupero di miti nordici e materiali folklorici, contribuendo alla definizione di linguaggi musicali nazionali (Kunst 2021).
In Italia Wagner influenzò compositori, scrittori e artisti visivi, tra cui Arrigo Boito, D’Annunzio, Svevo e Mariano Fortuny (Cresti 2012). Nella penisola iberica, invece, il fenomeno si sviluppò in forme regionali: in Catalogna, nei Paesi
Baschi e in Galizia il wagnerismo si intrecciò con rivendicazioni identitarie locali e con la proposta di modelli di teatro musicale nazionali o regionali (Janés i Nadal 1983; Odriozola Otamendi 2022; Galbiati 2025).
Verrà anche illustrata la diffusione del wagnerismo al di fuori dell’Europa occidentale. In Russia la ricezione di Wagner diede origine alla corrente della Wagnerovshchina, che interpretava i drammi musicali wagneriani in chiave
mistico-religiosa e successivamente rivoluzionaria (Fairclough 2012). Negli Stati Uniti il wagnerismo influenzò la vita musicale, l’architettura, la letteratura e il dibattito politico, assumendo una dimensione popolare sconosciuta in molti paesi europei (Peretti 1989). In America Latina, soprattutto in Brasile, il sostegno delle élite favorì la diffusione delle opere di Wagner. In Asia, infine, Wagner divenne in Giappone un modello culturale e ideologico già agli inizi del Novecento, influenzando sia la riflessione teorica sia la nascita di nuovi drammi musicali nazionali (Takashi 2007). In Cina, invece, la ricezione wagneriana fu più tarda e legata ai processi di modernizzazione culturale successivi al Movimento del Quattro Maggio (Jingwei 2023).

In conclusione, il messaggio principale della conferenza sarà quello di mostrare come il wagnerismo sia stato un fenomeno globale, capace di coinvolgere musicisti, scrittori, pittori, architetti e intellettuali. Tuttavia, più che un movimento unitario, esso fu costituito da una costellazione di «wagnerismi», diversi nelle forme ma accomunati dalla centralità della figura e dell’opera di Wagner.